La storia del Borgo

Storia di rinascita di un borgo nell’anima rurale del Molise

Una favola moderna quella di Borgotufi, che ha ridisegnato la storia di un borgo e la rinascita della vita di un paese. C’era una volta a Castel del Giudice un luogo immerso nella natura appenninica detto “Tufi”, dalla colorazione della pietra ocra. Un luogo dalla ruralità antica, che accoglieva stalle, fienili in pietra e rimesse agricole, anima pastorale del territorio attraversato dai tratturi.

A partire dagli anni ’50 l’emigrazione allontanò pastori e agricoltori dal paese, finché negli anni ’90 rimase un solo cavallo ad occupare l’unica stalla abitata. Rinunciando all’idea dell’abbandono, nei primi anni del 2000, tre imprenditori locali, animati dal legame affettivo con la propria terra e dalla determinazione di restituirle un nuovo futuro, coinvolti dal sindaco del Comune di Castel del Giudice Lino Gentile in un ambizioso progetto di riqualificazione, cominciarono a lavorare alla trasformazione. Enrico e Gianfranco Ricci, titolari della Ricci Guido srl, colsero la scommessa di occuparsi del recupero architettonico del borgo. Con loro Ermanno D’Andrea, originario di Capracotta (IS) e titolare della D’Andrea SPA, convinto sostenitore della rinascita economica di Castel del Giudice, aveva già creato una sede distaccata della sua grande azienda proprio nel paese alto molisano. Due importanti imprese del territorio in prima linea per salvare un borgo. Uniti con il Comune in una società di trasformazione urbana diedero vita ad un nuovo destino.

Ed è proprio in questo momento che la favola si compie e con essa la visione di rendere le vecchie stalle le case di un albergo diffuso, un borgo autentico con il mantra dell’ospitalità e del turismo esperienziale, con servizi di livello e un’architettura che custodisce l’identità più pura del luogo e del paesaggio. I fratelli Ricci chiamarono maestranze del posto e scelsero materiali locali, come la pietra di Agnone e il legno, per dare origine a quello che è diventato un sogno per visitatori di tutto il mondo. Realizzarono un semi-ipogeo con ampio affaccio sui boschi e sulle vette, una terrazza panoramica, che nella parte sottostante custodisce la reception e il Ristorante, che con le sue vetrate a tutta parete abbraccia il paesaggio, e nel piano inferiore un centro benessere con piscina, su cui si specchiano gli alberi e le montagne.

Borgotufi Borgotufi
 
Borgotufi

Intorno alla piazza e più su, tra i vicoli che svelano i nomi delle mele antiche che si producono a Castel del Giudice, le 36 casette del borgo, custodi di camere e suite, i cui arredi interni sono stati curati con dovizia di particolari da Rosanna Donatelli, che ha eseguito a mano le tendine ricamate delle finestre in legno, in totale armonia con le origini del borgo. Le case, dall’atmosfera antica e raffinata, si aprono su visuali suggestive e su giardini di erbe aromatiche, fiori e aiuole di rose. Dentro svelano pareti con mura di pietra a vista, elementi in ferro, romantici camini e soffitti con travi in legno. Altre stupiscono per il design moderno, in un continuo dialogo tra storia, arte e contemporaneità. Un’armonia che si ritrova anche sulla piazza del borgo, location di eventi e cerimonie, dove troneggia l’opera "La Fanciulla del Borgo”. Dalla piazza si possono ammirare alcuni scorci del meleto biologico Melise, un’altra scommessa vinta dal Comune, Ermanno D’Andrea e i fratelli Ricci: recuperare alcuni terreni in disuso all’insegna dell’agricoltura sostenibile. A rendere Borgotufi punto di riferimento per eventi di respiro nazionale e internazionale, due sale convegni panoramiche.

Il Comune, gli imprenditori, gli abitanti, si sono uniti per restituire al paese una nuova vita.

La proposta gastronomica è opera di due ristoranti, che traggono linfa per i loro piatti dalle primizie dell’Orto di Borgotufi. Il Ristorante del Borgo guidato dal giovane Chef abruzzese Gianluca Bellano, rielabora la cucina tradizionale abruzzese e molisana a partire dai piatti della nonna e da ingredienti selezionati. Sulla piazza panoramica si trova il ristorante gourmet MIA dello Chef Marco Pasquarelli, allievo di Niko Romito, per nuove esplorazioni di gusto. A Borgotufi, ogni pietra racconta una storia di rinascita e di innovazione. La favola di questo borgo speciale contin...

borgo Borgotufi

la Fanciulla del borgo

La Piazza panoramica di Borgotufi accoglie da qualche anno "La Fanciulla", opera dell'artista abruzzesa Franco Summa che regala luce e forme al borgo.

Una figura femminile, dai vividi colori. Una Fanciulla, icona tornita di una femminilità ideale che immagino quasi come dea primigenia, tutrice e madre della terra che da quel balcone si domina così ampia. Franco Summa

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